MESCALINA
"I Penelope Sulla Luna vivono, si nutrono e respirano in quella fetta di spazio
a cavallo tra la notte ed il buio, in quell’inconfessabile metapsichica silente
dove il verbo non comunica che disturbo, preferendo e delegando le onde
empatiche del suono a rappresentarli in tutta la loro opacitа di ombre
accecanti. La band ferrarese si affaccia in “chiaro” con il debut-album “My
Little Empire”, un bel cinquantatrи minuti di sound nerofumo che innalza la
bandiera del post-rock shoegazer; non solo lirismi retrт-garde, ma anche
rumorismi, chitarre tragiche ed effetti elettronici che rimarcano assiduamente
la caratterialitа “rimurginante” del quartetto, il “broncio” esangue che ha
stigmatizzato le deep depressions dei Mono, My Vitriol, Gregor Samsa o
Seidenmatt per citare qualcosa, ma che in questo album eccheggiano e si muovono
furtive. Un battesimo, questo dei PSL, oltre che di buona resa strumentale,
oserei dire di fuoco, impavido nell’addentrarsi nel limaccioso pantano color
antracite dell’indefinito post-rock dа poche speranze di evasioni e scorrerie
oltre la sfera del gravitazionale fattore “nicchia”, per i cosidetti “pochi ma
buoni”, affermazione questa molto camp negli ambienti darkeggianti underground.
Ad ogni modo la nostra band sa giostrarsi molto bene al buio dei suoi intarsi
decadenti, ci crede e questo и l’importante per una futura evoluzione nel campo:
in queste dieci tracce mute di voce e ricche di tensione/passione all’ingiщ
sottolineo per un ascolto “guidato” le stupende “Butterfly Drama” (1 e 2) e
“Fortunadrago” a mia veduta teste di serie di tutto l’album. Ora Penelope se ne
ritorna sulla sua luna e, se in qualche episodio l’intensitа ed il romanticismo
“malato” della sua malinconia possono apparire un po’ sopra le righe, poco
importa. Chi pensa come Penelope che la musica и passione tra luci ed ombre
saprа certo giustificare certi eccessi"